venerdì 17 gennaio 2014

Entrate fiscali, stime a capocchia

Ora, la legalizzazione e la tassazione della cannabis, come pure quella della prostituzione
e del gioco d’azzardo (contro il qualei governi europei fingono di combattere), promettono ricche entrate. Uno studio dell’università di Harvard del 2010 ha stimato risparmi e proventi di una completa legalizzazione delle droghe negli Stati Uniti. Da sola la depenalizzazione
della marijuana permetterebbe al governo federale e ai singoli stati di risparmiare 22,3 miliardi di dollari all’anno di spese per le politiche di repressione (operazioni di polizia, processi, carcere ed altre forme di restrizione); tassando spinelli e prodotti a base di cannabis allo stesso modo dell’alcol e del tabacco, si genererebbero nuove entrate fiscali pari a 6,4 miliardi di dollari all’anno.
L’Italia, si sa, dai tempi del Piano Marshall è una provincia politica e culturale dell’Impero americano. Per la legalizzazione delle droghe vale il medesimo principio dell’istituzione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso: finché era una roba dei paesi scandinavi e del Benelux, a noi ce ne calava poco; ma da quando la Corte suprema degli Stati Uniti ha creato dal nulla questo nuovo diritto umano, anche dalle nostre parti il numero dei favorevoli ha preso a crescere. Figuriamoci se lo spinello libero in Colorado e Washington, con Barack Obama che chiude un
occhio e non manda i federali ad arrestare tutti (come dovrebbe e potrebbe fare), non suscita mimetismi a go-go. Poi c’è il fatto che da qualche tempo l’Italia è uno dei paesi industrializzati più indebitati del mondo. In Europa siamo secondi soltanto alla Grecia in rapporto al Pil (133,3
per cento contro 169,1) e secondi soltanto alla Germania in termini assoluti (2.076 miliardi di euro contro 2.146, ma i tedeschi hanno più Pil e più abitanti di noi). La combinazione sembra perfetta per un rapido allentamento della guardia rispetto a una sostanza il cui consumo, una volta legalizzato e tassato, consentirebbe una boccata di ossigeno alle casse dello Stato. Anche se il beneficio è difficile da quantificare e inciderebbe in misura lievissima sul debito pubblico. (dalla rivista Tempi) by pcnewsystems.

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